Noi Siamo Casa: disegni, forza e colori – 09/02/2025

Torno a casa stanco, con la giornata ancora addosso, e tu mi corri incontro stringendo due fogli tra le mani. Li tieni con orgoglio, con quella luce negli occhi che mi fa capire subito che c’è qualcosa di speciale.

“Papà, questi sono per te! Ho fatto un disegno di noi due!”

Due fogli separati.

Su uno ci sono io, interamente nero, con un braccio destro enorme, sproporzionato rispetto al sinistro. Gli occhi sono incerti, un po’ sbavati, con un’espressione che mi appare triste, crucciata.
Sull’altro ci sei tu. Il tuo corpo è delineato in arancione, e dentro sei rosso e azzurro, i colori che dici sempre essere i tuoi preferiti. I colori del nostro Catania, questa piccola passione—un po’ indotta, a dirla tutta—tra le tante che ci legano, che ci uniscono creando esperienze e ricordi da custodire insieme.

Entrambi riempiamo quasi completamente la pagina, come se ognuno di noi fosse un mondo intero. Osservo i due disegni e sento qualcosa stringermi dentro. Perché, sai, certe cose non si dicono, ma si vedono. E tu, senza saperlo, hai raccontato tutto.

Sin dai tempi dell’università, mi ha sempre affascinato il mondo dei bambini e il loro uso inconscio del meta-linguaggio. Un universo fatto di simboli, colori e rappresentazioni enigmatiche, spesso complesse da decifrare davvero.

E così, mentre mi spieghi il tuo regalo, penso a come i bambini rielaborino attraverso linee, forme e colori il loro vissuto, il loro sentire emotivo ed esperienziale. Disegnano quello che non riescono a esprimere con le parole.

Il nero che mi avvolge potrebbe essere il peso di quest’anno difficile, la paura che hai letto nei miei occhi quando ero in ospedale, il dolore di quando il nonno se n’è andato, o le lacrime che non siamo riusciti a nascondere il giorno in cui abbiamo dovuto salutare un “piccolo germoglio di vita”.

E il mio braccio enorme?

Forse è la forza che mi hai visto mettere nel tentativo di riprendermi in fretta. Forse rappresenta il mio bisogno di aggrapparmi a qualcosa di più grande di me. O forse, nel tuo sentire, è il segno che—nonostante tutto—sono sempre rimasto lì, al tuo fianco, ad accoglierti e stringerti con tutta la tenacia possibile.
E poi ci sono i miei occhi, due forme incerte che sembrano cercare un appiglio. Perché, in fondo, questo è stato il mio ultimo anno: un viaggio di r-esistenza.

Ma fortunatamente c’è anche il tuo disegno.
Ci sei tu, con il contorno arancione acceso e quei colori forti, vivi, incandescenti. Il rosso della passione, il blu della profondità. Tu che riempi tutto lo spazio, senza margini vuoti. Perché sei pieno, perché sei presenza, sei esplosione di energia e gioia. Perché sei vita, con quell’espressione fiera, spavalda, carica di forza e coraggio.

Ovviamente, avremmo voluto proteggerti da tutto questo. Nessun genitore vorrebbe mai che il proprio figlio, soprattutto così piccolo, si trovasse a fare i conti—o anche solo a sfiorare con lo sguardo—la malattia, il dolore, la perdita. Ma la prima cosa che impari quando diventi padre è che, da quel momento in poi, la tua vita non è più solo tua. Le tue sorti si intrecciano inevitabilmente e visceralmente con quelle di un “nuovo” piccolo essere che stringi tra le braccia, e ogni tuo respiro, ogni tua caduta, ogni tua risalita diventa parte della sua storia, della sua crescita, della sua vita.

E allora capisco, ancora una volta, che, tu sei la mia energia, tu sei la prosecuzione di me stesso e del mio essere, nel tempo e nello spazio infinito. Il motore che mi tiene in piedi quando tutto sembra sgretolarsi. Sei la fiamma che mi ha permesso di “riaccendermi” e trovare di nuovo la luce, ogni volta che quest’anno mi sono “spento” cadendo nel “buio”, il cuore pulsante che mi ha dato il coraggio di rialzarmi. È stato il pensiero di te, la tua voce che mi chiamava anche nei giorni più complessi, la tua risata che mi riportava la gioia. Sei stato il terreno sotto i miei piedi quando non sapevo più dove appoggiarmi e mi sentivo sprofondare. E ora lo vedo chiaramente, lì, nei tuoi colori, nel modo in cui hai riempito la pagina senza lasciare spazi vuoti.

Noi siamo questo.

Siamo il nero e l’arancione, il rosso e l’azzurro, siamo forza e leggerezza, siamo passato e futuro. Noi siamo casa, sempre, in ogni momento, ovunque. Ed è meraviglioso viverlo ogni giorno!

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