Non sto pubblicando nulla, da diverso tempo. La sera sono tanto stanco.
Dopo una giornata molto spesso iniziata alle 05.00 del mattino (così da trovare il tempo per andare in palestra), condita dal lavoro e dai farmaci che prendo al momento, non riesco mai a scrivere come vorrei farlo qui, con le modalità e gli intenti che mi propongo da sempre.
Fortunatamente però, mi ritrovo sovente a scrivere su Facebook, così di getto senza troppo curarmi della forma o di altro. Vado diretto. Faccio un pensiero e via, lo scrivo per fermare un attimo, un’immagine, un frame mentale specifico.
Lo uso un po’ come “database” di momenti e riflessioni che mi piace condividere con gli altri, con chi ha o ha avuto un contatto con me, per quanto sia giusto e sbagliato allo stesso tempo, per aspetti diversi, in egual misura.
Non so che ruolo avrà nel futuro in cui leggerai queste parole, ma al momento (e credo che resterà tale, se non molto di più) questa piattaforma – unitamente ad Instagram o comunque l’intero mondo dei “Social” – rappresenta un veicolo di comunicazione importante (o almeno lo reputo tale), poiché ha accesso diretto ad un gran numero di persone, di “persone vere”, seppur nella loro veste digitale, eterea. E’ un fenomeno che coinvolge tutti, anche coloro i quali decidono di non usarlo o di usarlo parzialmente, magari in maniera non attiva ma da osservatore o in altri casi scegliendo di non mostrare alcune cose, alcuni aspetti. O ancora, perché si vuole enfatizzare solo quelli per cui, vorremmo essere in “vetrina”. Ognuno, insomma, utilizza questi strumenti, un po’ come vuole, per mostrare (o non mostrare) ciò che gli va.
Per me, invece, rappresenta una sorta di diario digitale, sempre raggiungibile, un archivio che negli anni, soprattutto da quando sei nato tu, si sta riempiendo di contenuti a me cari. Sì, condivisi (potenzialmente) con il mondo, ma che poi in definitiva raccoglie solo l’interesse e l’attenzione di coloro i quali sono o sono stati conoscitori, più o meno profondi, della mia persona. Per questa ragione ho deciso di dedicare uno spazio ai post social all’interno di questo blog, poiché in un modo o nell’altro, dicono di me, di noi, della nostra storia. Ed è questo, in fondo, l’obiettivo principale che mi sono posto sin dall’inizio con il nostro “Papazzesco”. Metterti nelle condizioni, un giorno, quando e se lo vorrai, di capire cosa pensassi, chi ero, come mi esprimevo. E soprattutto fornirti uno strumento che ti consenta di conoscere la nostra storia.
Non inserirò qui dentro tutto, ma solo i post più “importanti”, più rilevanti per noi ed Inizierò dunque la loro ri-pubblicazione, dal momento del tuo arrivo o meglio dal primo post che pubblicai con te in mente, quando ancora eri non più che un gruppo di cellule.
Stavamo aspettando le analisi che confermassero la crescita esponenziale dei valori del beta-hcg, sapevamo del tuo “possibile arrivo” da due giorni appena.
Quel giorno Giulia lavorava, io presi Roger e ci andammo a fare una piccola escursione etnea; andammo ad Acqua Rocca degli Zappini, da cui si gode di una vista meravigliosa. Andai lassù per rivolgere una preghiera a “Mamma Etna”. Sentivo una forza a livello spirituale, un qualcosa tra il cristiano ed il pagano allo stesso tempo, non so….fatto sta, che da li in poi, sostanzialmente, tu hai iniziato ad essere tra di noi, tra i nostri pensieri.
Quel giorno pubblicai il primo post, con la foto che trovi in copertina e questo “copy” presente nello screeshot, che silenziosamente e con discrezione iniziava a parlare di te!

Molto spesso dai prossimi articoli di questa categoria, potresti ritrovare il post nudo e crudo, con l’eventuale testo o con la sola foto (ne metto sempre una) che ho pubblicato, senza alcuna premessa, come in questo caso. Voglio essere veloce e realista e so che l’attuale situazione non mi permette di fare molto più di questo. Sto pensando anche ad altro che intendo “portare qui dentro”. Spero di avere la forza per farlo, perché è importante e perché qualunque parte di “noi”, qualsiasi musica, foto, video, parola attraversi i nostri giorni, va preservata, ricordata poiché è attraverso queste piccole cose che diveniamo esattamente ciò che siamo, ciò che saremo e ciò di cui ci ricorderemo un giorno, perché – lo sto fortemente sperimentando sulla mia pelle in questo periodo – tutto cambia, tutto si trasforma e assume connotati a volte incredibili. E’ nostro dovere e virtù adeguarci al mondo che ci circonda, per restare vivi veramente e continuare a crescere, svilupparci ed evolverci, così com’è scritto nel nostro DNA. O perlomeno, questo è ciò che ho deciso di fare e che voglio provare a fare, per te, per noi!