210 giorni insieme!

Dopo esattamente sette mesi dal giorno della tua nascita sono rientrato in ufficio, interrompendo il lunghissimo periodo di Smart Working dovuto all’emergenza pandemica tuttora in atto, ma che sembra dare un po’ di tregua, almeno qui in Europa.

Siamo tornati, o forse nel nostro caso è meglio dire, che abbiamo iniziato la nostra vita “normale”, quella degli “adulti”: nevrotica ed il più delle volte inutilmente stressata e stressante, fatta di mille impegni malamente e frettolosamente incastrati tra loro.

Lo scorso lunedì infatti, è come se ci fossimo svegliati tutti un po’ più grandi, riaprendo gli occhi dopo il sogno meraviglioso che abbiamo vissuto nel corso di questi primi 210 giorni di te, vivendo tutti insieme colmi di felicità, il miracolo del tuo arrivo, nonostante il mondo attorno a noi sembrasse implodere su se stesso.

E’ stato davvero terribile imparare a salutarti al mattino!

“Ci vediamo dopo” ti dico baciandoti prima di andar via.
Non riesco a dire: “Ci vediamo stasera!”.
Il tempo espresso così mi appare troppo lungo, interminabile.

Poi chiudo la porta di casa e mentre attendo l’ascensore resto lì a fissarla, quasi fosse un mostro enorme, pronto ad inghiottirmi lasciandomi fuori dalla vostra giornata, lontano dai tuoi sorrisi, dai nostri giochi, dalla nostra amata batteria.

Riprovo le stesse sensazioni che vivevo quando da bimbo ero costretto ad allontanarmi dalla mia Mamma. Un senso di vuoto e di angoscia “n’da ucca l’amma” (in siciliano: la bocca dell’anima – punto all’altezza dello stomaco, nella parte superiore del costato), da sempre specchio fedele del mio stato emotivo e mentale.

Rispetto al passato, ho imparato almeno un po’ a controllarmi e a gestire l’irruenza delle mie emozioni, o perlomeno credevo ormai di esserci riuscito del tutto.
Le lacrime, invece, nonostante i quasi 34 anni, sono sempre lì, dietro l’angolo, pronte a scendere copiose. Poi, arriva il peso dell’esperienza accumulata e la ragione prende il sopravvento. Razionalizzo, mi rassereno e inizio a riflettere su quanto in realtà siamo stati fortunati fino a questo momento.

Non ho perso un solo istante dei tuoi primi mesi e questa è una fortuna, un dono, solitamente riservato (con una fatica enorme!) alle sole mamme. A me invece la vita ha regalato la meraviglia dello starti accanto e dello scoprire come ogni giorno sia pieno di infinite possibilità, scoperte e nuove capacità da sviluppare. Ciò che mi rende più felice, è averti potuto trasmettere sin dal primo istante tutto l’amore che il tuo arrivo ha fatto nascere nel mio cuore, che oggi vedo sicuro nei tuoi occhi cerulei, in ogni sguardo, in ogni sorriso.

Fatto questo pensiero che mi carezza l’anima torno il solito Luca buffone, che cerca di colorare la giornata di lavoro, vivendola pienamente con energia ed entusiasmo. Nonostante odi farlo, a pranzo ritrovo per qualche istante il tuo sorriso attraverso un freddo e triste schermo che non fa altro che riaccendere la tristezza, prima assopita.

Poi finalmente rieccomi davanti la porta di casa, ma questa volta per riaprirla ed emozionarmi nuovamente della tua luce e riabbracciare la famiglia che ho sempre sognato di avere alla fine di ogni mio giorno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: